È una domanda che mi viene posta spesso sia dalle mamme che dai papà, tuttavia per poter rispondere devo fare alcune necessarie premesse.


Il collocamento dei figli

Sin dalla fase della separazione, qualora non vi sia accordo tra i genitori, il giudice stabilisce chi e secondo quali modalità si dovrà occupare dei figli.

Sebbene resti fermo il principio della bigenitorialità e quindi, salvo particolarissimi casi, dell’affidamento condiviso, il giudice dopo aver fatto una valutazione complessiva della famiglia, dei genitori e delle loro capacità di prendersi cura delle necessità dei minori, stabilisce chi sarà il genitore “collocatario” ovvero quello dove i minori trascorreranno buona parte del loro tempo.

Esistono altre ipotesi, quali quelle del “collocamento alternato” o “invariato”, che non saranno però affrontate in questo articolo.

Generalmente i figli minori conservano un’unica residenza, presso l’abitazione nella quale vivono abitualmente e di solito con il genitore collocatario.

Il cambio di residenza con i figli minori

Inutile dire che ogni cittadino, grazie alla nostra Costituzione, è libero di scegliere il luogo della propria residenza, senza poter subire (salvo casi eccezionali) alcuna limitazione da parte della autorità giudiziaria.

Tuttavia questa libertà incontra dei limiti, nel caso del genitore collocatario che intenda trasferire la propria residenza insieme ai figli minori.

Capita spesso e volentieri che dopo la separazione, il genitore a cui sono stati affidati i figli senta la necessità di trasferire la propria residenza in un Comune diverso da quello già stabilito, magari lontano dalla residenza del genitore non collocatario.

Che il desiderio di trasferirsi sia dettato dalla necessità di trovare un lavoro, o dal bisogno di ritornare nella propria città di origine per poter avere il sostegno della propria famiglia poco importa.

Il cambio di residenza del minore, infatti, appartiene a quelle decisioni di maggior interesse che i genitori hanno il dovere di assumere in accordo, proprio per salvaguardare il benessere del minore stesso.

Cambio di residenza senza accordo o non autorizzato dal Tribunale: le sanzioni

Nell’ipotesi in cui un genitore, senza aver ottenuto il consenso dall’altro, trasferisca altrove la residenza insieme al figlio minore, compie un atto illegittimo.

Attenzione! Questo vale sia nell’ipotesi di affidamento condiviso che in quella di affido esclusivo. Anche in quest’ultimo caso la decisone deve essere adottata congiuntamente con l’altro genitore, trattandosi di decisioni di maggiore interesse.

Unica eccezione nella ipotesi di affidamento super esclusivo rafforzato. Le sanzioni per l’illegittimo comportamento sono sia civili che penali.

Il genitore che si sia visto allontanare i figli a seguito di un cambio di residenza illegittimo, potrà ricorrere sia al giudice civile che a quello penale, proprio perché detta condotta costituisce una grave violazione ai principi fondamentali in tema di affidamento dei figli minori.

È sufficiente comunicare all’ex la nuova residenza?

Anche questa è una domanda che viene fatta spesso.

Chiariamo subito che la mera comunicazione del cambio di residenza al genitore non collocatario di cui all’art. 337 sexies del codice civile “In presenza di figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicare all’altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l’avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio”, si riferisce ai cambi di residenza o domicilio effettuati nell’ambito dello stesso comune o comunque a distanze che non influiscono sulla possibilità dell’altro genitore di partecipare alla vita dei figli.

In tutte le altre ipotesi di trasferimento arbitrario l’altro genitore avrà quindi diritto di rivolgersi al giudice come già spiegato.

Cosa posso fare se l’altro genitore non mi dà il consenso per il cambio residenza?

Nel caso l’altro genitore non sia d’accordo con la scelta dell’altro di trasferirsi, l’interessato potrà rivolgersi al giudice del luogo di residenza abituale del minore, al fine di ottenere l’autorizzazione alla rilocazione del minore.

Ovviamente il ricorso al giudice è possibile anche da parte di quel genitore che, conoscendo l’intenzione dell’altro di trasferirsi, voglia impedirlo.

Ciascun genitore potrà opporsi alle richieste dell’altro motivando il proprio dissenso. Il Tribunale deciderà a questo punto valutando e assumendo le soluzioni migliori nell’interesse del minore.

Concludendo

È doveroso che i genitori non dimentichino che la loro crisi non deve e non può travolgere il loro importantissimo ruolo genitoriale. I figli hanno diritto di conservare rapporti significativi con entrambi i genitori e con i rispettivi parenti, ciò a prescindere da chi o quale sia la causa della fine della unione sentimentale.

Il mio consiglio è di non agire senza aver prima condiviso con l’altro genitore l’esigenza di trasferirsi, solo qualora sia impossibile un dialogo o una intesa sul punto, utilizzare gli strumenti legali che il nostro ordinamento pone a disposizione, senza agire arbitrariamente rendendosi responsabili addirittura di reati.

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