//Assegno di mantenimento. Quando è deducibile?

Assegno di mantenimento. Quando è deducibile?

L’assegno di mantenimento è una somma in denaro (o una voce di spesa), generalmente corrisposta con cadenza mensile, utile a riequilibrare le reali capacità economiche dei coniugi separati. Il suo importo viene determinato dagli stessi coniugi nella ipotesi di separazione consensuale, o dal giudice nella sentenza di separazione giudiziale, con il fine di garantire al coniuge economicamente debole e/o svantaggiato, un sostegno economico.

Aspetti fiscali per il coniuge obbligato al versamento dell’assegno di mantenimento

L’art.10 comma 1 lettera c) del D.P.R. 917/86 prevede che “dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria”.

L’assegno di mantenimento erogato al coniuge rappresenta quindi un onere deducibile per il coniuge che lo eroga. Pertanto la somma versata a tale titolo, in virtù di una sentenza del giudice o di accordo tra i coniugi, poi omologato dal Tribunale, dovrà essere sottratta dal reddito complessivo del contribuente prima che su di questo vengano calcolate le imposte dovute.

L’Irpef andrà quindi calcolato sul reddito dichiarato, al netto degli oneri deducibili (quali appunto l’assegno di mantenimento) e delle spese detraibili.

Presupposti affinché possa operare la deduzione

Il coniuge obbligato al versamento dell’assegno di mantenimento in favore dell’altro coniuge, potrà operare la deduzione di quanto corrisposto a patto che:

  • Vi sia stata separazione, giudiziale o consensuale, divorzio, scioglimento del matrimonio o annullamento;
  • L’obbligo di corrispondere la somma sia statuita in un provvedimento del giudice;
  • L’assegno venga corrisposto con cadenza periodica.

Esclusioni

Non sono quindi deducibili tutti gli assegni corrisposti a seguito di accordo stragiudiziale tra le parti o le somme volontariamente erogate al coniuge al di fuori di quanto stabilito dal giudice, trattandosi in dette ipotesi di donazioni che non saranno quindi né onere deducibile per chi le versa, né tanto meno soggette a tassazione nel reddito del coniuge ricevente.

Analogamente non sarà deducibile l’assegno corrisposto al coniuge una tantum, cioè erogato in una unica soluzione.

Obblighi per il coniuge che riceve l’assegno di mantenimento

Ai fini fiscali il coniuge che percepisce l’assegno di mantenimento è obbligato a dichiararlo tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

E’ esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, il coniuge che ha un reddito inferiore ad Euro 7.500,00, considerando nel calcolo anche l’assegno di mantenimento percepito periodicamente che altre forme di reddito, ad esclusione del reddito derivante dall’abitazione principale e dalle sue pertinenze.

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2018-10-08T12:08:55+00:00