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	<title>Famiglia &#8211; Studio Legale Orgiu</title>
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	<title>Famiglia &#8211; Studio Legale Orgiu</title>
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	<item>
		<title>Coppie di fatto: come regolare affidamento e mantenimento dei figli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 17:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Le coppie di fatto sono oggi sempre più numerose, sono infatti in costante aumento le giovani coppie che preferiscono un’unione non formalizzata dal matrimonio. Cosa accade però quando la relazione sentimentale giunge al termine? Nonostante però le famiglie di fatto siano numerose e in costante aumento, i diritti riconosciuti alle coppie di fatto sono [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Le coppie di fatto sono oggi sempre più numerose, sono infatti in costante aumento le giovani coppie che preferiscono un’unione non formalizzata dal matrimonio.</p>
<h3><strong>Cosa accade però quando la relazione sentimentale giunge al termine?</strong></h3>
<p>Nonostante però le famiglie di fatto siano numerose e in costante aumento, <strong>i diritti riconosciuti alle coppie di fatto sono ancora frammentari e settoriali</strong>, manca infatti una totale equiparazione rispetto al trattamento previsto per i partner sposati.</p>
<p>Come risaputo, <strong>non si può far ricorso a strumenti quali la separazione, il divorzio o la negoziazione assistita</strong>. Sul punto infatti, l’attuale normativa ancora discrimina le coppie di fatto rispetto alla famiglia definita “tradizionale” ovvero matrimoniale.</p>
<p>Quando la relazione sentimentale finisce, ciò che solitamente accade &#8211; salvo le parti non abbiano stipulato un vero e proprio contratto di convivenza – è che il partner economicamente più debole non possa contare su alcuna protezione da parte dell’ordinamento, né su alcun assegno di mantenimento da parte dell’altro convivente.</p>
<blockquote>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Dal 2013 invece, nessuna disparità di trattamento vi è per i figli nati da genitori non coniugati.</strong></span></p>
</blockquote>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-1 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-1 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-1 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
<p><b>Contatta telefonicamente l&#8217;Avvocato Manuela Orgiu oppure prosegui sotto nella lettura dell&#8217;articolo</b><br />
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</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><h2><strong>Nessuna tutela per il partner più debole</strong></h2>
<p>Le &#8220;famiglie di fatto&#8221; dunque, <strong>non hanno nulla di diverso rispetto alle famiglie ufficializzate con il rito del matrimonio</strong> e sebbene qualche intervento legislativo sia negli anni intervenuto, ad oggi <strong>per molti aspetti rimangono marginali</strong> per il nostro ordinamento.</p>
<p>Quando la famiglia di fatto scoppia e quindi cessa la convivenza, non esiste nessun obbligo o diritto reciproco tra i conviventi.</p>
<p>Questo significa che ognuno si deve riprendere le proprie cose senza che l’altro possa pretendere niente che non sia suo, perché non esiste una comunione dei beni. Lo stesso vale per la casa nella quale la coppia ha convissuto.</p>
<p>Se questa infatti è di proprietà di un solo partners, il convivente non proprietario e che non ha nessun diritto di godimento, come ad esempio un contratto di affitto, viene considerato al pari di un mero ospite, non potendo vantare nessun diritto sull’utilizzo della casa stessa.</p>
<h2><strong>Se dall’unione di fatto sono nati figli?</strong></h2>
<p>Diverso però è il caso in cui dall’unione sentimentale siano nati dei figli, riconosciuti da entrambi i genitori.</p>
<p>In questo caso infatti, <strong>essi godranno degli stessi diritti dei figli nati da genitori coniugati,</strong> senza alcuna differenziazione, ciò anche per quanto riguarda il continuare a vivere nella casa familiare.</p>
<p>Potrà allora verificarsi che il genitore economicamente più debole si veda assegnata la casa familiare, anche se di proprietà dell’ex, se il giudice disporrà che il minore (o maggiorenne economicamente non autosufficiente) rimanga a vivere stabilmente con esso.</p>
<h2><strong>Come regolare l’affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio</strong></h2>
<p>I figli, dunque hanno gli stessi identici diritti, sia nel caso in cui i genitori siano sposati sia nel caso in cui questi convivano. Così come uguali sono i doveri dei genitori verso i figli nei casi di separazione e divorzio, a prescindere che si tratti di figli nati o meno nel matrimonio.</p>
<p><strong>Dal 2013 sono venute meno anche quelle residue e anacronistiche differenze di trattamento</strong>, come quelle in tema di diritto successorio, di tribunale competente a regolamentare l’affidamento, i rapporti genitori-figli e il diritto al mantenimento. Oggi è competente per tutti il Tribunale ordinario, con indubbi vantaggi e garanzie di migliore salvaguardia dei diritti.</p>
<h2>La tutela offerta dal ricorso al Giudice</h2>
<p>Sebbene dopo la fine della relazione sentimentale i genitori non siano obbligati in questo senso, il mio consiglio è sempre quello di <strong>regolamentare davanti al Tribunale le condizioni dell’affidamento e del mantenimento dei figli</strong>. Ciò al pari di quello che accade quando due coniugi decidono di separarsi o divorziare. Questo anche nel caso in cui i due genitori raggiungano tra loro un accordo.</p>
<p>Al di là della maggiore tutela che si garantisce anche per il futuro ai propri figli, regolamentando i rapporti con i rispettivi genitori e l’obbligo di mantenimento, è fondamentale sapere che l’accordo che viene soltanto formalizzato tra i genitori &#8211; ad esempio in una scrittura privata &#8211; senza cioè la ratifica del giudice, non è vincolante sul piano giuridico.</p>
<p>Cosa significa che l’accordo non è vincolante? Significa che se uno dei due genitori dovesse poi smettere di osservare le condizioni e gli impegni presi, l’altro non avrà strumenti per pretenderne il rispetto.</p>
<p>Diversamente, ottenuta l’omologazione del giudice, ciascuno dei genitori avrà in mano un vero e proprio provvedimento avente valore legale, quindi vincolante.</p>
<p>Come nella separazione e nel divorzio è di <strong>fondamentale importanza prestare la dovuta attenzione alle singole clausole dell’accordo</strong>. Spesso infatti formulazioni ampie o vaghe portano nel tempo ad essere fonte di gravi incomprensioni e quini di inevitabili contenziosi.</p>
<p>Per questo motivo è sempre bene farsi accompagnare da un avvocato competente in materia, capace di supportare i genitori non solo nel raggiungimento di un accordo che soddisfi gli interessi di entrambi, ma anche e soprattutto in una corretta formulazione dell’accordo stesso.</p>
<p>Sottolineo sempre che comunque il buonsenso non può né deve mancare. Per quanto un accordo sia ben fatto sarà sempre necessaria e preziosa la collaborazione dei genitori nell’applicazione dello stesso.</p>
<p>Nell’ipotesi in cui invece, proprio non si riesca a raggiungere un accordo, sarà necessario rivolgersi al Tribunale per ottenere una adeguata regolamentazione di tutti i rapporti genitori/figli.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-2 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-2 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-2 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Separazione dei coniugi: si può dividere la casa coniugale?</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/separazione-dei-coniugi-si-puo-dividere-la-casa-coniugale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 14:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[La casa coniugale può essere frazionata e i coniugi possono continuare ad abitarla a patto che possano dirsi rispettate due importanti condizioni. Vediamo insieme quali. Uno dei primi problemi che ci si trova ad affrontare quando si decide di separarsi è relativo proprio alle sorti della casa coniugale. “Dopo la separazione potrò continuare ad [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-3"><p>La casa coniugale può essere frazionata e i coniugi possono continuare ad abitarla a patto che possano dirsi rispettate due importanti condizioni. Vediamo insieme quali.</p>
<p>Uno dei primi problemi che ci si trova ad affrontare quando si decide di separarsi è relativo proprio alle sorti della casa coniugale.</p>
<p><em>“Dopo la separazione potrò continuare ad abitare nella casa coniugale o dovrò lasciarla e andare a vivere altrove?” </em></p>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-3 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-3 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-3 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
<p><b>Contatta telefonicamente l&#8217;Avvocato Manuela Orgiu oppure prosegui sotto nella lettura dell&#8217;articolo</b><br />
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</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-4"><p>Per rispondere a questa domanda è indispensabile verificare se nella casa coniugale abitino anche  figli minori o comunque economicamente non autosufficienti.</p>
<p>La casa familiare infatti viene assegnata, al di là del titolo di proprietà, tenendo conto di quello che è l’interesse dei figli a continuare ad abitare nella loro casa, anche successivamente alla separazione dei genitori.</p>
<p>Ciò si traduce nel fatto che la casa coniugale viene solitamente assegnata al genitore collocatario che potrà continuare ad abitarla unitamente ai figli.</p>
<p><strong>I genitori possono decidere di dividere la casa?</strong></p>
<p>Nulla vieta o esclude che i genitori possano decidere di dividere l’immobile coniugale, continuando quindi ad abitarlo entrambi, ovviamente in porzioni separate ed indipendenti.</p>
<p>Questa soluzione anzi, ha l’indubbio vantaggio di consentire una riduzione dei costi da sostenersi all’indomani della separazione, che già di per sé incide significativamente sugli equilibri economici della famiglia.</p>
<p>É evidente che il frazionamento dell’immobile e quindi il poter continuare a vivere sotto lo stesso tetto, in unità abitative divise e separate, sarà possibile solamente nell’ipotesi in cui siano rispettate due condizioni:</p>
<ul>
<li>L’immobile sia <strong>effettivamente divisibile;</strong></li>
<li>Vi sia una <strong>assoluta mancanza di conflittualità</strong> tra i genitori.</li>
</ul>
<p><strong>Divisione della casa coniugale e interesse dei figli</strong></p>
<p>Oggi sono sempre più frequenti le pronunce che prevedono la divisione della casa familiare, anche perché laddove effettivamente non vi sia conflitto, la vicinanza abitativa tra i genitori può di fatto aiutare i figli a vivere più serenamente la loro separazione.</p>
<p>Laddove invece sia presente una conflittualità non risolta è evidente che vivere sotto lo stesso tetto, con un vicino di casa “scomodo” non faccia altro che incrementare ulteriormente il conflitto endofamiliare, con evidenti ripercussioni negative per i figli, costretti ad assistere ad una quotidiana ostilità ben più dannosa dell’allontanamento di uno dei genitori.</p>
<p><strong>Il Punto della Cassazione</strong></p>
<p>Anche la Cassazione intervenuta sul punto ritiene che, ove sia possibile dividere materialmente l’immobile e convivere in frazioni separate dello stesso, ciò debba e possa farsi solo nella ipotesi in cui vi sia un’assoluta mancanza di conflitto fra i genitori. In caso contrario il giudice di merito dovrà invece escludere detta possibilità.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-4 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-4 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-4 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il diritto di visita dei nonni</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/diritto-visita-nonni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2020 08:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso e volentieri, soprattutto nella fase patologica del rapporto di coppia e quindi di crisi della famiglia, mi viene chiesto se esista o meno una norma che tuteli il diritto dei nonni a continuare ad avere rapporti con i nipoti. Al di là del singolo caso concreto, non vi è dubbio che la relazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-5"><p>Spesso e volentieri, soprattutto nella fase patologica del rapporto di coppia e quindi di crisi della famiglia, mi viene chiesto se esista o meno una norma che tuteli il diritto dei nonni a continuare ad avere rapporti con i nipoti.</p>
<p>Al di là del singolo caso concreto, non vi è dubbio che la relazione nonni/nipoti sia di fondamentale importanza per i minori. Oggi anche sul piano normativo l’articolo 317 bis c.c. riconosce, tutela e garantisce agli ascendenti il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni.</p>
<blockquote>
<p><em>“Gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. L&#8217;ascendente al quale è impedito l&#8217;esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinchè siano adottati i provvedimenti più idonei nell&#8217;esclusivo interesse del minore”</em></p>
</blockquote>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-5 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-5 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-5 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
<p><b>Contatta telefonicamente l&#8217;Avvocato Manuela Orgiu oppure prosegui sotto nella lettura dell&#8217;articolo</b><br />
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12385" src="https://www.studiolegaleorgiu.com/wp-content/uploads/phone-icon.png" alt="" width="38" height="47" /> <a href="tel:3403047437"><span style="font-size: 38px; color: #f97000; font-weight: bold;">340.3047437</span></a></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-6"><p>Il nostro ordinamento quindi attribuisce al rapporto nonni-nipoti valenza fondamentale per la crescita del minore, motivo per il quale le limitazioni al rapporto possono essere imposte solo nella ipotesi in cui questo rapporto sia in contrasto con il preminente interesse del minore stesso.</p>
<p>Il diritto di visita dei nonni è altresì regolamentato e tutelato anche a livello comunitario. In particolare, il <strong>Regolamento Bruxelles II bis</strong> ha riconosciuto un autonomo diritto di visita non solo ai genitori nei confronti dei figli minori, ma altresì ai nonni nei confronti dei nipoti.</p>
<p>Sulla stessa linea anche la <strong>Corte Europea dei diritti dell’uomo</strong>, la quale ha affermato che le autorità interne hanno il dovere di predisporre tutte le misure idonee atte a tutelare il benessere del minore, ivi incluso il dovere di garantire un rapporto stabile e duraturo con gli ascendenti, rientrando suddetto rapporto tra i legami familiari tutelati dalla Carta europea dei diritti dell’uomo.</p>
<p>Va però evidenziato che in ogni caso il <strong>diritto di visita dei nonni</strong> di cui all’art 317 bis c.c., è posto a tutela dell’interesse esclusivo del minore. Questo significa che il diritto di visita può essere limitato o escluso ove si riscontri che il rapporto possa essere in conflitto con l’interesse del minore o comunque dannoso per lo stesso.<br />
Esiste quindi una norma che tutela in modo autonomo il diritto dei nonni ad intrattenere rapporti duraturi e continuativi con i propri nipoti minori, quando tale rapporto si traduca in un beneficio nei confronti dei minori stessi.</p>
<h2><strong>Quali azioni processuali per tutelare il diritto di visita nonni/nipoti?</strong></h2>
<blockquote>
<p>“Quando la condotta di uno o di entrambi i genitori non è tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza prevista dall’articolo 330 c.c., ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il giudice secondo le circostanze, può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento di lui dalla residenza familiare ovvero l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore”; e che “I provvedimenti indicati negli articoli precedenti sono adottati su ricorso dell’altro genitore, dei parenti o del pubblico ministero e, quando si tratta di revocare deliberazioni anteriori, anche del genitore interessato…&#8221;</p>
</blockquote>
<p>La condotta del genitore volta ad ostacolare ogni forma di rapporto tra i propri figli e i nonni, rientra tra quelle che, sebbene non siano tali da giustificare la pronuncia di decadenza dalla responsabilità genitoriale, sono comunque ritenute fortemente pregiudizievoli per l’interesse del minore. Per questa ragione il giudice, su ricorso della persona interessata può adottare tutti i provvedimenti ritenuti più opportuni.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-6 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-6 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-6 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-6 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I trasferimenti immobiliari nella separazione e nel divorzio</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/trasferimenti-immobiliari-nella-separazione-e-divorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 08:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiolegaleorgiu.com/?p=12768</guid>

					<description><![CDATA[In fase di separazione e divorzio i coniugi possono trasferirsi la proprietà sia della casa coniugale che di altri beni immobili in loro possesso. Sono da ritenersi pienamente valide le clausole inserite nell’atto di separazione e/o divorzio, finalizzate a riconoscere la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili ma anche quelle che ne trasferiscono [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-7"><p>In fase di separazione e divorzio i coniugi possono <strong>trasferirsi la proprietà</strong> sia della casa coniugale che di altri beni immobili in loro possesso.<br />
Sono da ritenersi pienamente valide le <strong>clausole inserite nell’atto di separazione e/o divorzio</strong>, finalizzate a riconoscere la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili ma anche quelle che ne trasferiscono la proprietà all’altro coniuge al fine di assicurarne il mantenimento.<br />
Nella pratica si è soliti trasferire, o meglio impegnarsi a trasferire, l’automobile in uso alla famiglia, ma anche prevedere la cessione della propria quota di proprietà dell’immobile coniugale al fine di escludere o rideterminare il contributo dovuto a titolo di mantenimento.<br />
Il <strong>vantaggio</strong> di prevedere questo tipo di concessioni riguardanti il trasferimento di diritti di proprietà ma anche di altri diritti reali, soprattutto sugli immobili, è <strong>notevole</strong>.</p>
<blockquote>
<h3>Tutti i predetti trasferimenti sono infatti assolutamente esenti da qualsiasi imposta.</h3>
</blockquote>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-7 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-7 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-7 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-8"><p>La legge prevede infatti una <strong>totale esenzione fiscale</strong> per tutti quei trasferimenti attuati dai coniugi in fase di separazione o divorzio, che trovano la loro causa proprio nella separazione o nel divorzio, in quanto diretti a regolare i rapporti patrimoniali tra i coniugi.</p>
<p>Quindi anche un atto di trasferimento immobiliare rientra nell’agevolazione di cui all’art.10 Legge 74/1987. Agevolazione estesa anche ai procedimenti di separazione personale dei coniugi dalla Circolare della agenzia delle Entrate n.18/E del 2013.</p>
<p>L’atto di trasferimento sarà quindi <strong>esente da imposta di registro</strong>, <strong>imposta ipotecaria</strong>, <strong>imposta catastale</strong> e <strong>tassa di archivio</strong>. Restano dovuti esclusivamente i soli onorari notarili e gli oneri previdenziali, oltre alle spese di istruttoria.</p>
<p>Ciò rappresenta per i coniugi un notevole vantaggio economico, soprattutto in un momento in cui la crisi familiare incide significativamente sugli assetti finanziari della disciolta famiglia.</p>
<p>L’esenzione è applicabile anche nella ipotesi in cui l’accordo preveda <strong>trasferimenti in favore dei figli</strong>. In tal senso si è espressa sia la Corte Costituzionale che l’Agenzia delle Entrate.</p>
<p>Attenzione però perché affinché possa ottenersi la predetta esenzione è necessario che nel testo dell’accordo omologato dal Tribunale, venga <strong>previsto esplicitamente</strong> che l’accordo patrimoniale a beneficio dei figli, contenuto nello stesso, sia <strong>elemento funzionale ed indispensabile</strong> per la <strong>risoluzione della crisi coniugale.</strong></p>
<p>Da ultimo la Corte di Cassazione ha precisato che la <strong>vendita di un immobile a terzi</strong>, prima del compimento del <strong>quinquennio</strong>, in adempimento degli obblighi derivanti da un accordo di separazione, <strong>non comporta la decadenza dalle agevolazioni sulla prima casa.</strong></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-8 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-8 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-8 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-8 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</div><div class="fusion-clearfix"></div><a class="button fusion-button button-default fusion-button-large button-large button-flat fusion-mobile-button continue-center" style="-webkit-box-shadow:none;-moz-box-shadow:none;box-shadow:none;border-radius:2px;" href="tel:3403047437" target="_self"><span>Chiama adesso!</span></a></div></div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Con il divorzio si perde il diritto alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge?</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/divorzio-e-pensione-reversibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 08:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiolegaleorgiu.com/?p=12762</guid>

					<description><![CDATA[Una delle domande più frequenti quando si decide di divorziare è: “Con il divorzio perderò il diritto alla pensione di reversibilità?” Spesso e volentieri infatti, benché la separazione duri ininterrottamente da anni, si preferisce non formalizzare il divorzio per il timore di dover così rinunciare alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge. Soprattutto per le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-9 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-9"><p>Una delle domande più frequenti quando si decide di divorziare è: <em>“Con il divorzio perderò il diritto alla pensione di reversibilità</em>?”</p>
<p>Spesso e volentieri infatti, benché la separazione duri ininterrottamente da anni, si preferisce non formalizzare il divorzio per il timore di dover così rinunciare alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge.</p>
<p>Soprattutto per le donne che si sono sempre dedicate alla famiglia, e che non hanno maturato i requisiti per garantirsi una seppur piccola pensione, quella di reversibilità rappresenta l’unica fonte di reddito certa per far fronte alla vecchiaia.</p>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-9 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-9 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-9 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
<p><b>Contatta telefonicamente l&#8217;Avvocato Manuela Orgiu oppure prosegui sotto nella lettura dell&#8217;articolo</b><br />
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12385" src="https://www.studiolegaleorgiu.com/wp-content/uploads/phone-icon.png" alt="" width="38" height="47" /> <a href="tel:3403047437"><span style="font-size: 38px; color: #f97000; font-weight: bold;">340.3047437</span></a></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-10"><h2><strong>Ma davvero con il divorzio si perde automaticamente il diritto alla reversibilità?</strong></h2>
<p>La <strong>risposta è NO</strong>, con il divorzio non si perde automaticamente il diritto alla pensione di reversibilità.</p>
<p>Il diritto alla pensione di reversibilità spetta anche al <strong>coniuge divorziato</strong> sempre che, quest’ultimo, sia <strong>titolare di assegno divorzile</strong> giudizialmente riconosciuto, alla morte dell’ex coniuge.</p>
<p>Gli elementi che devono quindi sussistere affinché venga riconosciuta la pensione di reversibilità, sono:</p>
<ul>
<li>La titolarità di pensione diretta da parte del coniuge defunto in virtù di un rapporto sorto anteriormente alla sentenza di divorzio:</li>
<li>La titolarità da parte del coniuge superstite, di un assegno di divorzio disposto dal giudice.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La pensione di reversibilità e assegno “<em>una tantum</em>”.</strong></h2>
<p>La <strong>pensione di reversibilità</strong> consente all’ex coniuge la prosecuzione nel sostentamento, che prima veniva assicurata dal reddito del coniuge deceduto. Per questo motivo la sua attribuzione a favore dell’ex coniuge divorziato, trova fondamento nell’esigenza di <strong>assicurare all’ex coniuge superstite</strong> i <strong>mezzi adeguati,</strong> prima garantiti dall’assegno divorzile.</p>
<p>Solitamente in fase di divorzio il coniuge con un reddito più alto è tenuto a versare all’altro un assegno divorzile mensile. La legge però consente alle parti di accordarsi diversamente e di prevedere il <strong>versamento dell’assegno di divorzio in un’unica soluzione</strong>, comunemente chiamato “assegno <em>una tantum</em>”.</p>
<p>L’assegno versato in un’unica soluzione ha comunque la stessa funzione dell’assegno di mantenimento, ossia quella di riequilibrare le capacità economiche delle parti.</p>
<p>Attenzione però perché nell’ipotesi in cui le parti convengano di regolare i loro rapporti mediante la corresponsione di un <strong>assegno <em>una tantum,</em></strong> <strong>non sarà possibile vedersi riconosciuta la pensione di reversibilità.</strong></p>
<p>Sul punto pensione di <strong>reversibiltà/assegno divorzile,</strong> la Suprema Corte ha affermato che ai fini del riconoscimento della pensione di reversibilità in favore dell’ex coniuge, nei cui confronti sia stato dichiarato il divorzio, la titolarità dell’assegno divorzile deve intendersi come <strong>titolarità attuale e concretamente fruibile</strong>, requisito che viene meno quando il coniuge è già stato soddisfatto con la corresponsione dell’assegno in una unica soluzione.</p>
<p>In questo ultimo caso manca infatti il requisito della continuazione alla contribuzione economica.</p>
<p>Riassumendo, il riconoscimento al coniuge divorziato della pensione di reversibilità (o ad una sua quota), presuppone che il richiedente alla morte del coniuge sia titolare di un assegno di divorzio.</p>
<p>È importante evidenziare che <strong>l’assegno di divorzio deve essere stato riconosciuto giudizialmente,</strong> attraverso una sentenza del Tribunale che abbia pronunciato lo <strong>scioglimento del matrimonio</strong>, la <strong>cessazione degli effetti civili del matrimonio</strong>, ma anche con una sentenza successiva al divorzio emessa in sede di <strong>revisione delle condizioni del divorzio</strong>.</p>
<p>Si ha diritto alla pensione di reversibilità anche se l’assegno divorzile, non riconosciuto in sede di divorzio, sia stato poi riconosciuto in sede di revisione delle condizioni di divorzio.</p>
<p><strong>Non sarà sufficiente invece l’accordo tra le parti</strong>, di versamento di un assegno periodico, se poi <strong>non recepito in un provvedimento giudiziale</strong>.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-10 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-10 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-10 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-10 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La responsabilità genitoriale nella separazione e nel divorzio.</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/responsabilita-genitoriale-separazione-divorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 19:41:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiolegaleorgiu.com/?p=12749</guid>

					<description><![CDATA[Cosa è la responsabilità genitoriale? La responsabilità genitoriale (termine che nel 2006 ha sostituito quello di potestà genitoriale) altro non è se non quell’insieme di diritti, doveri e prerogative che la legge riconosce in capo ai genitori nei confronti dei loro figli. Generalmente la responsabilità genitoriale viene esercitata congiuntamente dai genitori e si traduce [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-11 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-10 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-11"><h2><strong>Cosa è la responsabilità genitoriale?</strong></h2>
<p>La responsabilità genitoriale (termine che nel 2006 ha sostituito quello di potestà genitoriale) altro non è se non quell’insieme di diritti, doveri e prerogative che la legge riconosce in capo ai genitori nei confronti dei loro figli.</p>
<p>Generalmente la responsabilità genitoriale viene esercitata <strong>congiuntamente dai genitori</strong> e si traduce in una serie di obblighi che sono specificati nell’articolo 316 del nostro codice civile.</p>
<p>Il più noto fra tutti quello di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni.</p>
<p>Questi doveri sono gli stessi per tutti i genitori, anche per quelli non uniti in matrimonio.</p>
<p><strong>Cosa succede però quando il matrimonio entra in crisi e i genitori decidono di separarsi, divorziare o chiedere l’annullamento del matrimonio?</strong></p>
<p>Il nostro codice civile regolamenta anche queste situazioni “patologiche” del rapporto e stabilisce quali siano gli effetti e le conseguenze sulla responsabilità genitoriale nelle ipotesi di separazione, divorzio ed annullamento del vincolo matrimoniale.</p>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-11 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-11 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-11 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-12"><h2><strong>Quali sono i diritti dei figli nella separazione e nel divorzio dei genitori?</strong></h2>
<p>La norma prevede che il Giudice adotti i provvedimenti relativi ai figli con esclusivo riferimento al loro interesse morale e materiale.</p>
<p>Nello specifico l’articolo <em>337 – ter</em> del codice civile prevede espressamente il diritto per il figlio minore:</p>
<ul>
<li>Di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori;</li>
<li>Di ricevere cura, educazione, istruzione ed assistenza morale da ciascun genitore;</li>
<li>Di conservare rapporti significativi con gli ascendenti di ciascun ramo genitoriale.</li>
</ul>
<h2><strong>In base a quali principi il Giudice stabilisce il collocamento dei figli presso uno o l’altro genitore?</strong></h2>
<p>La norma prevede che il giudice debba prima di tutto valutare la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, stabilendo in caso contrario a quale di essi i figli debbano essere affidati, determinando i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore.</p>
<p>Questo significa che il nostro Legislatore <strong>privilegia il principio della bigenitorialità</strong>. Il giudice è chiamato quindi a verificare prima di tutto la possibilità di un esercizio condiviso della responsabilità genitoriale. Affido condiviso che dal 2006 ha assunto un ruolo centrale nel nostro ordinamento.</p>
<p>Solo nelle ipotesi in cui il giudice ritenga non praticabile l’affido condiviso, dovrà allora scegliere il genitore al quale affidare i minori, stabilendo anche i tempi e i modi di presenza del figlio presso ciascun genitore.</p>
<blockquote>
<p>Ritengo però importante precisare che, nonostante la disposizione legislativa, il criterio che ancora oggi è privilegiato nella giurisprudenza è il più risalente principio della collocazione prevalente dei figli presso la residenza anagrafica di un solo genitore, definito “collocatario”.</p>
</blockquote>
<p>Il Giudice, qualora i genitori non abbiano trovato un accordo, è chiamato anche a determinare le modalità di mantenimento dei figli. Ciascun genitore è obbligato al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito.</p>
<p>Nella quantificazione dell’assegno, ovvero per stabilire quale sarà l’importo dell’assegno da versarsi in favore del figlio, il giudice tiene conto di diversi parametri:</p>
<ul>
<li>Esigenze del figlio;</li>
<li>Risorse economiche dei genitori;</li>
<li>Tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con i due genitori.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong>L’ascolto del minore nella separazione e nel divorzio</strong></h2>
<p>Anche dopo la fine della relazione coniugale/sentimentale, la responsabilità genitoriale quindi, fatte salve particolari eccezioni, deve essere esercitata congiuntamente da entrambi i genitori.</p>
<p>Le decisioni più importanti vanno prese di comune accordo, mentre in caso di disaccordo la questione dovrà necessariamente essere rimessa al giudice.</p>
<p>Per quanto riguarda invece le decisioni di ordinaria amministrazione, il giudice può prevedere che i genitori esercitino la responsabilità separatamente.</p>
<p>Prima dell’assunzione dei provvedimenti relativi ai figli, il giudice può disporre l’<strong>ascolto del figlio minore</strong> che abbia compiuto <strong>dodici anni</strong> e anche di età inferiore, se capace di discernimento.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-12 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-11 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-12 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-12 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-12 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Genitori non coniugati. Modifica delle condizioni di mantenimento e affidamento dei figli</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/genitori-non-coniugati-modifica-delle-condizioni-di-mantenimento-e-affidamento-dei-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2020 21:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiolegaleorgiu.com/?p=12742</guid>

					<description><![CDATA[Anche le coppie di fatto, al pari delle coppie sposate che si siano poi separate o divorziate, possono richiedere la modifica delle condizioni di affidamento e mantenimento dei propri figli. Quando è possibile chiedere la modifica dei provvedimenti relativi ai figli? Perché possa aversi una modifica dei provvedimenti è necessario che la coppia abbia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-13 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-12 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-13"><p>Anche le coppie di fatto, al pari delle coppie sposate che si siano poi separate o divorziate, possono richiedere la modifica delle condizioni di affidamento e mantenimento dei propri figli.</p>
<h2>Quando è possibile chiedere la modifica dei provvedimenti relativi ai figli?</h2>
<p>Perché possa aversi una modifica dei provvedimenti è necessario che la coppia abbia precedentemente regolamentato in Tribunale i propri rapporti. In termini semplici, dopo la fine della relazione sentimentale i genitori devono avere già richiesto l’intervento del Tribunale, per omologare (in caso di accordo) o disciplinare le condizioni di affidamento e mantenimento.<br />
In caso contrario, per regolamentare “per la prima volta” le condizioni di affido dei figli, la competenza sarà del Tribunale – sezione Volontaria Giurisdizione.</p>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-13 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-13 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-13 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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<p>L’articolo 337 <em>quinquies</em> del codice civile, che è applicabile anche nell’ipotesi di coppie non sposate, prevede espressamente la possibilità per i genitori di chiedere <strong><em>in ogni tempo la revisione delle disposizioni già previste per l’affidamento dei figli, l’attribuzione dell’esercizio della responsabilità genitoriale su di essi e delle eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità del contributo</em></strong>.</p>
</blockquote>
<p>I motivi per i quali può rendersi necessario richiedere al Tribunale una modifica delle condizioni già in essere possono essere diversi:<br />
per esempio richiedere un <strong>affidamento esclusivo</strong> anziché un <strong>affido condiviso</strong>, oppure una modifica delle disposizioni economiche, come ad esempio un <strong>aumento o una diminuzione dell’assegno di mantenimento</strong>, ma anche più semplicemente una modifica delle condizioni dell’affidamento dettata da sopraggiunti e differenti impegni lavorativi o da un trasferimento.</p>
<h2>La modifica dei provvedimenti – Il procedimento</h2>
<p>Non potendomi qui soffermare su ogni singolo aspetto, è però necessario chiarire che anche nella ipotesi di modifica delle condizioni, i genitori potranno presentare un ricorso congiunto senza necessariamente dover intraprendere la strada “giudiziale”.</p>
<p>In base al rito, vi sarà una prima udienza in cui verranno emanati i <strong>provvedimenti provvisori ed urgenti</strong> in favore della prole, ovvero quei provvedimenti che disciplineranno l’affidamento fino all’emanazione del decreto che chiuderà il giudizio.</p>
<p>Il procedimento si conclude con un <strong>decreto motivato</strong>, che potrà essere oggetto di impugnazione nanti la Corte d’Appello e che potrà a sua volta essere modificato o revocato.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-14 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-13 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-14 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-14 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-14 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Separazione consensuale dei coniugi. Tempi e Procedura.</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/separazione-consensuale-tempi-procedura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 13:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiolegaleorgiu.com/?p=12735</guid>

					<description><![CDATA[Con l’introduzione di nuove procedure, come ad esempio la negoziazione assistita, che consente di separarsi senza neppure andare in Tribunale, oggi la separazione si può concludere velocemente con una importante riduzione sia dei tempi che dei costi. Tuttavia ciò non deve portare a sottovalutare l’importanza di un passo che, non solo ha implicazioni nella [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-15 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-14 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-15"><p>Con l’introduzione di nuove procedure, come ad esempio la negoziazione assistita, che consente di separarsi senza neppure andare in Tribunale, oggi <strong>la separazione si può concludere velocemente</strong> con una importante riduzione sia dei tempi che dei costi.</p>
<p>Tuttavia ciò non deve portare a sottovalutare l’importanza di un passo che, non solo ha implicazioni nella vita presente, ma che ne avrà anche di più dopo la separazione stessa.<br />
Mi capita spesso di trovare coniugi intimoriti dall’idea di affrontare una separazione, sia per gli aspetti economici che per quelli relazionali, alcune volte si teme la reazione dell’altro.</p>
<p>Altre volte si decide di accettare delle condizioni sfavorevoli pur di porre fine immediatamente alla relazione e agli incresciosi stati d’animo del momento, ritrovandosi poi negli anni ad affrontare situazioni ben peggiori a causa di una <em>mala gestio</em> della separazione.<br />
Ecco perché è fondamentale farsi accompagnare da chi professionalmente e lucidamente è in grado di definire un accordo che rispetti tutti gli interessi e le aspirazioni in gioco.</p>
<p>La separazione è un passo ed un atto molto importante, che produrrà effetti significativi per tutto il nucleo familiare, figli compresi, e che non può e non deve essere un salto nel vuoto.</p>
<p>Una buona gestione della situazione nella fase critica del rapporto coniugale, è fondamentale per affrontare la separazione più serenamente nel presente ma soprattutto nel futuro della “nuova famiglia”.</p>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-15 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-15 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-15 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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<p>La separazione consensuale consente ai coniugi che abbiano deciso di porre fine alla loro relazione coniugale, di farlo con tempi e costi decisamente ridotti rispetto alla procedura giudiziale.</p>
<p>Aspetto fondamentale è che <strong>sono i coniugi stessi a decidere per la propria vita, per la propria casa e per i propri figli</strong>.<br />
Perché possa procedersi con la separazione consensuale è però necessario che i coniugi siano prima di tutto in accordo rispetto alla volontà di separarsi. La separazione consensuale non è infatti possibile in mancanza di un <strong>accordo tra i coniugi</strong>.</p>
<p>Il primo passo da fare è quello di predisporre un accordo che regoli sia i rapporti personali che quelli patrimoniali dei coniugi.</p>
<p><strong>Non esiste un vestito per tutte le stagioni</strong>, in questa fase è molto importante che i coniugi vengano affiancati e guidati dal professionista esperto nella materia di famiglia, capace di ascoltare e comprendere le esigenze della coppia. Focalizzarsi sul caso specifico è fondamentale per formalizzare il miglior accordo possibile, sia rispetto alle specifiche necessità dei coniugi, che degli eventuali figli della coppia.</p>
<h2><strong>Cosa è l’omologazione dell’accordo di separazione?</strong></h2>
<p>Raggiunto un accordo rispetto agli aspetti cruciali della separazione stessa (divisione dei beni in comunione, affidamento dei figli, assegnazione della casa coniugale, eventuale assegno di mantenimento e suo ammontare), è necessario affinché questo produca effetti giuridici, che l’accordo venga omologato dal Tribunale.</p>
<p>L’omologazione è un atto di controllo da parte del Tribunale che interviene per verificare se l’accordo raggiunto dai coniugi sia o meno conforme alla legge.<br />
Se l’accordo dovesse risultare illegittimo, (può accadere nell’ipotesi in cui l’accordo raggiunto sia contrario all’interesse dei figli) il Tribunale può:</p>
<ul>
<li>Rifiutare l’omologazione e trasmettere gli atti al giudice istruttore, trasformando quindi la separazione in giudiziale;</li>
<li>Suggerire alle parti quali modifiche si rendono necessarie affinché l’accordo possa essere omologato.</li>
</ul>
<p>Anche per queste ragione è fondamentale che le parti si avvalgano dell’aiuto di un professionista, preparato a guidarli nel raggiungimento di un accordo che sia rispettoso dei principi di legge, così da scongiurare l’ipotesi di un rifiuto all’omologazione da parte del Tribunale.</p>
<p>Se l’accordo è conforme ai dettami della legge, il Tribunale emetterà il decreto di omologazione che avrà quindi efficacia esecutiva. Ovvero la separazione produrrà effetti secondo gli accordi raggiunti dai coniugi.</p>
<h2><strong>Se mi riconcilio dopo la separazione?</strong></h2>
<p>Non è infrequente che nonostante l’avvio della pratica di separazione, o anche dopo averla formalizzata davanti al Tribunale, i coniugi decidano di riconciliarsi riprendendo la convivenza e ristabilendo il rapporto coniugale.<br />
In queste ipotesi, sia che la separazione sia stata consensuale sia che invece sia stata giudiziale, l’<strong>effetto della riconciliazione</strong> è quello di <strong>porre nel nulla la separazione</strong> stessa.<br />
In poche parole dopo la separazione, per “ricomporre” l’unione coniugale non sarà necessario nessun atto formale ma si dovrà solo riprendere la convivenza e il proprio rapporto di marito e moglie come se nulla sia stato fatto.<br />
Ovviamente parliamo di separazione personale dei coniugi, diverso sarebbe nell’ipotesi di divorzio.</p>
<h2><strong>Posso modificare l’accordo di separazione consensuale?</strong></h2>
<p>L’accordo di separazione consensuale <strong>può essere modificato</strong> anche dopo l’omologazione da parte del Tribunale.<br />
Ottenere una modifica delle condizioni della separazione sarà possibile soltanto qualora siano sopravvenute <strong>nuove circostanze</strong>, che ne giustifichino e ne rendano necessaria la modifica.<br />
Caso più frequente è quello della richiesta di aumento e/o diminuzione dell’assegno di mantenimento, possibile nella ipotesi di cambiamento delle condizioni economiche delle parti.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-16 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-15 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-16 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-16 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-16 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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		<title>Diritti e doveri delle famiglie allargate</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/diritti-doveri-famiglie-allargate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2020 18:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiolegaleorgiu.com/?p=12713</guid>

					<description><![CDATA[L’aumento del numero delle separazioni, rende sempre più frequente trovare all’interno dello stesso nucleo familiare figli nati in costanza di matrimonio e figli avuti da precedenti relazioni sentimentali del partner. Numerosi sono i partner che vivono con i figli minori delle proprie compagne/i, vien da sé che per ovvie ragioni il nuovo partner si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-17 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-16 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-17"><p>L’aumento del numero delle separazioni, rende sempre più frequente trovare all’interno dello stesso nucleo familiare figli nati in costanza di matrimonio e figli avuti da precedenti relazioni sentimentali del partner.<br />
Numerosi sono i partner che vivono con i figli minori delle proprie compagne/i, vien da sé che per ovvie ragioni il nuovo partner si ritrova a far da genitore anche ai figli altrui, comportandosi come un vero e proprio “<strong>terzo genitore</strong>”, oggi riconosciuto giuridicamente come “<strong>genitore sociale</strong>”.</p>
</div><style type='text/css'>.reading-box-container-17 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-17 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-17 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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<p>Sebbene nel nostro Paese le famiglie separate e poi ricostruite siano sempre più numerose, ad oggi non esiste una normativa specifica che definisca puntualmente quali siano i <strong>diritti e i doveri dei genitori sociali</strong>.</p>
<p>In assenza di norme quindi, per poter dare una risposta dobbiamo partire dall’articolo 433 del codice civile, che si occupa di individuare le persone obbligate a prestare gli alimenti, cioè ad assistere materialmente il soggetto in stato di bisogno.</p>
<p><em>All&#8217;obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell&#8217;ordine:</em></p>
<ol>
<li><em>il coniuge;</em></li>
<li><em>i figli [legittimi o legittimati o naturali o adottivi] anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi [anche naturali];</em></li>
<li><em>i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;</em></li>
<li><em>i generi e le nuore;</em></li>
<li><em>il suocero e la suocera;</em></li>
<li><em>i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.</em></li>
</ol>
<p>Tra i soggetti elencati nella norma <strong>non troviamo il “genitore sociale”</strong>, con l’ovvia deduzione che, a meno che il nuovo partner non abbia provveduto ad adottarlo (adozioni in casi speciali), il figlio del partner non può vantare alcun diritto, neppure di natura alimentare nei confronti del partner del genitore.</p>
<blockquote>
<p>In poche parole il nuovo partner non è tenuto a “mantenere” i figli che non sono suoi, perché secondo la legge non ha con questi ultimi alcun tipo di legame familiare e quindi giuridico.</p>
</blockquote>
<p>Ma vi è di più, il genitore sociale non può assumere responsabilità o podestà nei confronti dei figli del coniuge.<br />
Fatta questa premessa è però necessario considerare che l’articolo dedicato ai “Diritti e doveri reciproci dei coniugi”, stabilisce al terzo comma che:<br />
“Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.</p>
<p>In costanza di matrimonio quindi, anche in presenza di una famiglia allargata, entrambe i coniugi hanno il dovere di attivarsi per garantire l’unione familiare, considerando parte della famiglia anche i figli del partner, qualora conviventi.</p>
<h2><strong>E se il genitore biologico si disinteressa del figlio?</strong></h2>
<p>Dopo la separazione dei coniugi, può accadere che il genitore biologico si disinteressi dei bisogni economici del proprio figlio, delegando alla madre e di riflesso al nuovo partner l’onere di sopperire alle mancanze.</p>
<p>Per la tutela di questi importantissimi e fondamentali diritti, intervengono le norme relative alla responsabilità genitoriale.</p>
<p>Può inoltre trovare applicazione l’articolo 570 del codice penale, dedicato proprio alla “Violazione degli obblighi di assistenza familiare”, che <em>punisce con la reclusione fino ad un anno o con la multa da 103 euro a 1032,00 euro <strong>chiunque</strong>, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all&#8217;ordine o alla morale delle famiglie, <strong>si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale</strong>, alla tutela legale o alla qualità di coniuge.</em></p>
<p>È importante precisare che l’<strong>articolo 570 del codice penale</strong>, opera solo nell’ipotesi in cui vi sia da un lato un genitore che si disinteressa del figlio, e dall’altro un <strong>figlio minorenne o maggiorenne ma inabile al lavoro</strong>.</p>
<p>L’obbligo penalmente sanzionato di non far mancare i mezzi di sussistenza, ha quindi una portata ridotta rispetto allo stesso obbligo previsto in ambito civile, che invece impone al genitore l’obbligo di <strong>mantenere i figli anche dopo il raggiungimento della maggiore età</strong>, e fintanto che non abbiano raggiunto l’<strong>indipendenza economica</strong>.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-18 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-17 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-18 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-18 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-18 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</p>
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		<title>Il coniuge si rifiuta di lasciare la casa coniugale? Come comportarsi?</title>
		<link>https://www.studiolegaleorgiu.com/coniuge-si-rifiuta-di-lasciare-la-casa-coniugale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studiolegaladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 10:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiolegaleorgiu.com/?p=12684</guid>

					<description><![CDATA[Capita che nonostante la decisione del giudice e l’assegnazione della casa al genitore collocatario, l’altro si rifiuti di lasciare la casa coniugale.Certo è normale concedergli del tempo per organizzarsi e andare via, tuttavia soprattutto quando la separazione è stata particolarmente conflittuale, alcuni si rifiutano categoricamente di uscire di casa e minacciano di farlo solo se [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-19 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-18 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:0px;margin-bottom:0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><div class="fusion-text fusion-text-19"><p>Capita che nonostante la decisione del giudice e l’assegnazione della casa al genitore collocatario, l’altro si rifiuti di lasciare la casa coniugale.</p>
<p>Certo è normale concedergli del tempo per organizzarsi e andare via, tuttavia soprattutto quando la separazione è stata particolarmente conflittuale, alcuni si rifiutano categoricamente di uscire di casa e minacciano di farlo solo se costretti con la forza pubblica.</p>
<p><em>“Avvocato in casa il clima è tesissimo e mio marito non vuole andare via di casa”</em></p>
<p><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:20px;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single" style="border-color:#dbe2ea;border-top-width:0px;"></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div>
<img decoding="async" class="alignnone wp-image-12687 size-full" src="https://www.studiolegaleorgiu.com/wp-content/uploads/coniuge-non-lascia-casa.jpg" alt="" width="960" height="639"></p>
</p>
<div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:20px;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single" style="border-color:#dbe2ea;border-top-width:0px;"></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div>
<h2 data-fontsize="30" data-lineheight="36px" class="fusion-responsive-typography-calculated" style="--fontSize:30; line-height: 1.2;"><strong>Quali tutele in questi casi?</strong></h2>
<p>Questa situazione è purtroppo frequente. Inutile soffermarsi sulle ripercussioni negative che una convivenza ostile e forzata, che si prolunga ben oltre la separazione, potrebbe avere sui figli.</p>
<p>È bene chiarire subito che i rimedi per far sì che il coniuge rilasci la casa ci sono, e sono più di uno.</p>
<p>Una possibilità è l’esecuzione forzata del provvedimento con il quale il giudice assegna la casa e invita l’altro al rilascio. Con questo strumento sarà l’ufficiale giudiziario con l’<b>aiuto della forza pubblica</b> ad intervenire per far uscire il coniuge dalla abitazione.</p>
<p>L’altra possibilità è quella di sporgere querela.</p>
<p>Da ultimo una specifica disposizione della Legge, meglio conosciuta come “<b>Codice Rosso</b>”, prevede la pena fino a tre anni di carcere per il marito che non rilascia la casa, ovvero che violi i provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare.</p>
<p>Nulla toglie poi di poter agire contemporaneamente sia <b>civilmente</b> che <b>penalmente</b>.</p>
<p>Il vero problema però non sono tanto i possibili rimedi, quanto i tempi per poter ottenere tutela.</p>
<p>L’esecuzione forzata infatti è una procedura lunga, fatta di diversi passaggi, che quindi non si conclude così velocemente come ci si augurerebbe.</p>
<p>Le <b>soluzioni </b>perciò esistono e sono efficaci, ma <b>purtroppo non sono veloci</b>.</p>
<p>In alcuni casi presentare una querela e adire quindi l’autorità penale potrebbe essere un rimedio più rapido.</p>
<p>Non ottemperare ad un provvedimento del giudice civile, quindi violare quanto stabilito nella sentenza di separazione, è punito dal nostro codice penale con il <b>carcere fino a tre anni</b>.</p>
<p>Anche i più ostinati ci penseranno bene! </p></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-20 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;margin-bottom: 0px;margin-top: 0px;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#eae9e9;border-style:solid;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-19 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy" style="background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;"><style type='text/css'>.reading-box-container-19 .element-bottomshadow:before,.reading-box-container-19 .element-bottomshadow:after{opacity:0.70;}</style><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-19 fusion-animated" data-animationType="fadeIn" data-animationDuration="0.9" data-animationOffset="top-into-view" style="margin-top:5%;margin-bottom:84px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f2f2f2;border-width:1px;border-color:#d3d3d3;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Hai bisogno di una consulenza?</h2><div class="reading-box-additional fusion-reading-box-additional">
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</p>
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