Il patrocinio gratuito a spese dello Stato, noto comunemente come gratuito patrocinio, è un istituto giuridico che garantisce l’accesso al diritto di difesa e quindi tutela legale, a tutti quei cittadini che non siano in grado di sostenere i costi di un giudizio, quali parcella dell’avvocato, contributo unificato, spese di notifica, etc..

Per quali processi si applica

L’istituto si applica per:

  • Processi civili ordinari;
  • Processi civili minorili;
  • Processi penali ordinari;
  • Processi penali minorili;
  • Processi tributari;
  • Processi amministrativi.

 Chi ha diritto al Gratuito Patrocinio a spese dello Stato

Hanno diritto al Gratuito Patrocinio a spese dello Stato:

  • i cittadini italiani;
  • gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare;
  • gli apolidi (cioè coloro che sono privi di cittadinanza);
  • gli enti o associazioni che non perseguono fini di lucro e non esercitano attività economica;
  • chi possiede un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, documentato nell’ultima dichiarazione, che non superi Euro 11.493,82 (dopo la riduzione del 18 gennaio 2018) al netto degli oneri deducibili. Ad esso vanno sommati anche i redditi non imponibili. Solo nel gratuito patrocinio del processo penale, i limiti di reddito vengono aumentati di Euro 1.032,91 per ognuno dei conviventi.

N.B. : Se il richiedente convive con il coniuge o con altri familiari, si sommano i redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente del nucleo familiare, compreso l’istante. Si tiene conto del solo reddito personale quando gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri famigliari conviventi, ad esempio per separazioni e/o divorzi, non si terrà conto del reddito del marito/moglie.

In quali giudizi non è applicabile

Il Gratuito Patrocinio è escluso:

nei giudizi penali:

  • per chi è indagato, imputato o condannato per reati di evasione fiscale:
  • per chi è difeso da più di un avvocato;

negli altri giudizi:

  • per chi sostiene ragioni manifestamente infondate;
  • per chi intenti una causa per cessione di crediti.

N.B. Il giudice può revocare il gratuito patrocinio anche dopo che lo stesso è stato ammesso.

Dove si presenta la domanda

La domanda di ammissione in ambito civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:

  • luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
  • luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
  • luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

Come si presenta la domanda

I moduli per le domande sono disponibili presso le stesse Segreterie del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. La domanda deve essere presentata personalmente dall’interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Può essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

Per leggere la scheda completa del Ministero della Giustizia clicca qui .

Al fine di essere rappresentata in giudizio, sia per agire che per difendersi, la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.

L’istituto del patrocinio a spese dello Stato vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.). L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse.
La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario.

Un’ importante precisazione

Da ultimo la Corte di Cassazione con la sentenza 18 aprile 2018, n. 17426 – nell’accogliere la tesi difensiva secondo cui la nozione rilevante ai fini dell’ammissione al beneficio non è quella del familiare fiscalmente a carico, bensì, quella del familiare convivente – ha affermato che ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, nel reddito complessivo dell’istante, ai sensi dell’art. 76 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, non deve essere computato il reddito del familiare non convivente, seppure fiscalmente a carico.

L’Avvocato Manuela Orgiu è iscritta nell’elenco degli avvocati abilitati al Patrocinio Gratuito a Spese dello Stato, nell’ambito sia dei procedimenti civili che di quelli di volontaria giurisdizione.

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