In Italia sono sempre più numerose le coppie che coronano il loro sogno d’amore con la nascita di un figlio e non con il matrimonio. Come per tutte le unioni sentimentali può però accadere che il rapporto entri in crisi e si deteriori fino alla necessaria separazione.

La fine di una relazione sentimentale è questione complessa di per sé ma lo è a maggior ragione quando si è genitori e ci si deve preoccupare di tutelare prima di tutto i propri figli, sia emotivamente che giuridicamente.

Quali sono quindi le regole fondamentali che governano l’affidamento dei figli quando il rapporto di coppia è arrivato al capolinea?

Le norme del codice civile che regolano l’affidamento dei figli sono state oggetto di un’ampia riforma da parte della Legge 10/12/2012 n. 219 sulla filiazione naturale e del D.lvo 28/12/2013 n.154, che ha parificato la condizione giuridica di tutti i figli.

Che si tratti quindi di figli nati da coppie sposate, da coppie conviventi o non conviventi, il trattamento giuridico nei confronti della prole è il medesimo.

Occorre certo premettere che quando una coppia decide di separarsi non deve necessariamente rivolgersi al Tribunale per regolarizzare le modalità di affidamento e mantenimento dei figli.

Tuttavia il ricorso al Tribunale è sempre consigliabile. Spesso infatti i genitori, anche preoccupati dal dover sostenere i relativi costi, si limitano nella migliore delle ipotesi, a trovare tra di loro un accordo o semplicemente a rinunciare passivamente a far valere delle pretese, spesso di natura economica, necessarie per i figli. Ebbene formalizzare un accordo, magari anche tramite una scrittura privata, non tutela ad ampio raggio i genitori ma soprattutto i figli.

Solo i provvedimenti del Tribunale sono infatti vincolanti e questo permette, in caso di inottemperanza da parte di uno dei due, di agire per ottenere il rispetto di quanto pattuito e/o stabilito. Ecco perché è nel primario interesse dei figli che è sempre meglio consigliabile depositare, con l’assistenza del legale, un ricorso preferibilmente congiunto per determinare e regolarizzare le condizioni dell’affidamento dei propri figli.

Bigenitorialità e affidamento condiviso

In virtù della riforma sulla filiazione la parificazione dei figli naturali a quelli legittimi comporta l’applicazione della disciplina sull’affido condiviso, che enuncia il principio della bigenitorialità. Questo significa che la potestà genitoriale viene esercitata da entrambi i genitori.

Ovviamente nonostante l’affido condiviso il figlio avrà una residenza prevalente, non potendo vivere tre giorni e mezzo da un genitore e tre giorni e mezzo dall’altro. Si ritiene infatti che, per l’equilibrio psico-fisico del minore, sia preferibile che egli dorma e trascorra le proprie giornate presso l’abitazione del genitore collocatario capace di assicurare una maggiore presenza e cura, solitamente identificato nella madre. Da ultimo la giurisprudenza tende a incoraggiare il pernottamento di una o due notti presso il genitore non collocatario, che in genere è ancora il padre.

E’ di fondamentale importanza per i figli, ciò sempre che sia possibile, evitare lunghe ed estenuanti lotte giudiziarie, trovando anche con l’aiuto del proprio avvocato, un accordo sull’affidamento che sia soddisfacente per i genitori ma soprattutto per i figli.

E’ frequente purtroppo nella prassi che le coppie conviventi o comunque non sposate pongano fine alla propria relazione tralasciando o comunque non dando la dovuta importanza alla regolamentazione dell’affidamento dei figli. Questo comportamento è causa spesso di gravi disagi in primis per i figli. Se inizialmente infatti ci può essere un clima di accordo è bene ricordare che potrebbe non andare così per sempre. L’evolversi delle situazioni, generalmente l’intervento di nuovi partner è la prima causa che fa venir meno gli accordi presi e rispettati fino a quel momento.

Determinare fin da subito le condizioni dell’affidamento sia in punto di diritto di visita che di assegno di mantenimento è un gesto di grande amore per i propri figli perché garantisce loro un futuro sicuro e stabile, sia affettivamente che economicamente.

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