Capita che nonostante la decisione del giudice e l’assegnazione della casa al genitore collocatario, l’altro si rifiuti di lasciare la casa coniugale.

Certo è normale concedergli del tempo per organizzarsi e andare via, tuttavia soprattutto quando la separazione è stata particolarmente conflittuale, alcuni si rifiutano categoricamente di uscire di casa e minacciano di farlo solo se costretti con la forza pubblica.

“Avvocato in casa il clima è tesissimo e mio marito non vuole andare via di casa”

Quali tutele in questi casi?

Questa situazione è purtroppo frequente. Inutile soffermarsi sulle ripercussioni negative che una convivenza ostile e forzata, che si prolunga ben oltre la separazione, potrebbe avere sui figli.

È bene chiarire subito che i rimedi per far sì che il coniuge rilasci la casa ci sono, e sono più di uno.

Una possibilità è l’esecuzione forzata del provvedimento con il quale il giudice assegna la casa e invita l’altro al rilascio. Con questo strumento sarà l’ufficiale giudiziario con l’aiuto della forza pubblica ad intervenire per far uscire il coniuge dalla abitazione.

L’altra possibilità è quella di sporgere querela.

Da ultimo una specifica disposizione della Legge, meglio conosciuta come “Codice Rosso”, prevede la pena fino a tre anni di carcere per il marito che non rilascia la casa, ovvero che violi i provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare.

Nulla toglie poi di poter agire contemporaneamente sia civilmente che penalmente.

Il vero problema però non sono tanto i possibili rimedi, quanto i tempi per poter ottenere tutela.

L’esecuzione forzata infatti è una procedura lunga, fatta di diversi passaggi, che quindi non si conclude così velocemente come ci si augurerebbe.

Le soluzioni perciò esistono e sono efficaci, ma purtroppo non sono veloci.

In alcuni casi presentare una querela e adire quindi l’autorità penale potrebbe essere un rimedio più rapido.

Non ottemperare ad un provvedimento del giudice civile, quindi violare quanto stabilito nella sentenza di separazione, è punito dal nostro codice penale con il carcere fino a tre anni.

Anche i più ostinati ci penseranno bene!

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