La pensione di reversibilità spetta anche all’ex coniuge divorziato, sempre che sussistano determinate condizioni. Vediamo quali.

Cos’è la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata ai familiari di un pensionato in caso di sua morte.

Il diritto alla pensione di reversibilità è quindi un diritto di natura previdenziale, che sorge automaticamente in favore dei beneficiari a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il decesso del pensionato.

A quali soggetti spetta la pensione di reversibilità?

  • Al coniuge superstite anche separato o divorziato, purché titolare di assegno divorzile;
  • Ai figli, anche adottivi o affiliati, minorenni, inabili, studenti entro il 21° anno di età o 26° se universitari e a carico;
  • Ai nipoti a carico del pensionato alla sua morte.

Ci sono ipotesi nelle quali il trattamento può spettare anche a genitori, fratelli e sorelle.

La pensione di reversibilità all’ex coniuge

Solo con il divorzio si scioglie il vincolo coniugale e quindi si perde la “qualità” di coniuge. Tuttavia la solidarietà post-coniugale, oltre a dare diritto al più comune e conosciuto assegno divorzile, giustifica anche l’attribuzione all’ex coniuge di alcune prestazioni previdenziali in suo favore, al pari quindi di un coniuge, tra queste vi è il diritto alla pensione di reversibilità.

Affinché il coniuge divorziato possa beneficiare della pensione di reversibilità è necessario che:

  • Non abbia contratto nuove nozze;
  • Sia titolare dell’assegno divorzile ai sensi dell’art. 5 della legge sul divorzio;
  • Il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza di divorzio.

Al coniuge divorziato superstite, titolare dell’assegno divorzile, spettano oltre alla pensione di reversibilità, anche le indennità previste per il coniuge deceduto.

Ripartizione della pensione di reversibilità tra ex coniuge e coniuge superstite

Capita comunemente che dopo la fine del matrimonio, passato il primo periodo di smarrimento, si riesca poi ad iniziare una nuova relazione sentimentale e perché no, arrivare perfino a convolare a nuove nozze.

Cosa accade in tutte queste ipotesi in cui, oltre all’ex coniuge (ovviamente titolare di assegno) il pensionato abbia lasciato anche un coniuge superstite?

Attualmente la legge conferisce un autonomo diritto alla pensione di reversibilità sia all’ex coniuge che al coniuge superstite, qualora entrambi posseggano i requisiti richiesti dalla legge per l’attribuzione dello stesso.

Il secondo comma dell’art.9 dispone che il coniuge divorziato “in caso di morte dell’ex coniuge ed in assenza di un coniuge superstite, avente i requisiti per la pensione di reversibilità, ha diritto, se non passato a nuove nozze e sempre che sia titolare di assegno ai sensi dell’art.5, alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza“.

Il terzo comma dispone invece che “qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, una quota della pensione e degli altri assegni a questi spettanti è attribuita dal Tribunale, tenendo conto della durata del rapporto, al coniuge rispetto al quale è stata pronunciata la sentenza di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e che sia titolare dell’assegno di cui all’art.5 …“.

Parlando meno tecnicamente, questo significa che l’importo della pensione andrà ripartito tra il coniuge divorziato e quello superstite.

La domanda che spesso mi viene posta è proprio questa: “Avvocato ma in quale modo verrà operata questa ripartizione? Al 50%? Quali criteri vengono utilizzati per ripartirla?”

La durata del rapporto

Qualora sia l’ex coniuge che il coniuge superstite posseggano i requisiti richiesti dalla legge per l’attribuzione della pensione di reversibilità, il legislatore ha stabilito che venga attribuita/ripartita tenendo conto della “durata del rapporto”.

Da altra parte invece le sentenze della Corte di Cassazione, avvallate da quelle della Corte Costituzionale, hanno sostenuto la possibilità di far concorrere, con il criterio della durata del rapporto matrimoniale, altri elementi di valutazione.

Oggi infatti la giurisprudenza è in accordo nel ritenere che, il criterio della durata del rapporto matrimoniale non può essere considerato l’unico parametro, e che si debbano invece considerare altri criteri, come quelli utilizzabili nella liquidazione dell’assegno divorzile, per esempio l’ammontare dell’assegno ma anche le condizioni economiche dei coniugi concorrenti.

La convivenza

Dopo la fine di una relazione matrimoniale, solo uno stolto si butterebbe a capofitto in un nuovo matrimonio. È più probabile che si possa iniziare una nuova relazione sentimentale prediligendo una convivenza more uxorio, e che solo dopo tempo, magari spinti dall’avanzare dell’età ci si senta pronti e motivati a voler “regolarizzare” la duratura unione, convolando a nuove nozze.

Sono numerosi anche i casi in cui, la convivenza del secondo coniuge sia iniziata prima del secondo matrimonio al tempo in cui era già intervenuta la separazione giudiziale per il precedente rapporto.

Per questi motivi la Cassazione, anche recentemente, ha riconosciuto alla convivenza prematrimoniale un autonomo rilievo nella determinazione delle quote spettanti all’ex coniuge e al coniuge superstite.
La ripartizione del trattamento di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite, entrambi in possesso dei requisiti per la relativa pensione, va effettuata oltre che sulla base della durata dei matrimoni anche in considerazione di altri elementi quali, la durata delle convivenze prematrimoniali, dovendosi riconoscere alla convivenza more uxorio un distinto ed autonomo rilievo giuridico ove il coniuge interessato provi stabilità ed effettività della comunione di vita prematrimoniale.” (Corte di Cassazione Sezione VI Civile con Ordinanza del 26 febbraio 2020 n.5268)

Hai bisogno di una consulenza?

Contatta telefonicamente l’Avvocato Manuela Orgiu.
 340.3047437
O clicca qui per inviare un messaggio su Whatsapp
Possibilità di accedere al Gratuito Patrocinio per coloro che non possono sostenere le spese di un giudizio. Fissa un appuntamento in studio o richiedi una consulenza online

Chiama adesso!