Nel pronunciare la separazione o il divorzio il giudice determina l’importo dell’assegno di mantenimento per il coniuge e/o per i figli, prevedendo altresì che quest’ultimo venga rivalutato annualmente in base agli Indici Istat.

L’obbligo di rivalutare l’assegno di mantenimento è sancito dalla legge sul divorzio, tuttavia la Corte di Cassazione ha ritenuto valido lo stesso obbligo anche in sede di separazione.

Perché l’assegno di mantenimento va rivalutato annualmente?

La funzione della rivalutazione è quella di preservare il potere d’acquisto dell’assegno di mantenimento, adeguando annualmente il suo importo al costo medio della vita, ossia al prezzo medio di quei beni rappresentativi del consumatore medio, per es. latte, pane, ecc…

La rivalutazione viene calcolata tenendo in considerazione l’indice FOI (Indici dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati al netto dei tabacchi) che è pubblicato periodicamente sulla Gazzetta Ufficiale e nel sito dell’ISTAT.

E se l’assegno di mantenimento viene corrisposto senza rivalutazione?

Spesso il coniuge obbligato a versare l’assegno di mantenimento si limita a corrisponderlo nella misura stabilita nella omologa o nella sentenza, senza quindi incrementarlo della dovuta rivalutazione.

In queste ipotesi ove quindi l’importo rivalutato non venga corrisposto, il coniuge avente diritto all’assegno potrà pretenderlo giudizialmente insieme agli interessi maturati sulle somme non versate nei cinque anni precedenti.

Dunque l’adeguamento Istat è sempre consigliabile per evitare di trovarsi a dover versare poi, tutta insieme, una somma maggiorata dagli interessi e dalle ulteriori spese della procedura giudiziaria.

Attenzione poi perché l’assegno deve essere rivalutato anche se ciò non è espressamente indicato nel provvedimento del Tribunale.

Come si calcola la rivalutazione dell’assegno di mantenimento?

Come già detto la rivalutazione dell’assegno deve essere fatta annualmente a partire dalla data del provvedimento di separazione o di divorzio (dalla data della omologa nelle ipotesi di separazione o divorzio congiunto).

La procedura è decisamente semplice, sarà sufficiente inserire le due date, quella relativa alla consegna del primo assegno e quella per la quale si vuole ottenere la rivalutazione e il programma calcolerà l’importo rivalutato che, a sua volta, costituirà la base per calcolare la rivalutazione dell’anno successivo.

Il calcolo così effettuato potrebbe anche dare segno negativo. Nel 2014 ad esempio l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati ha registrato segno negativo, ossia una diminuzione del costo della vita.

Nell’ipotesi di diminuzione del costo della vita, l’importo dell’assegno di mantenimento non può comunque essere ridotto, ma può tutt’al più rimanere invariato rispetto a quanto stabilito nel provvedimento del giudice.

Per calcolare l’importo della rivalutazione clicca sul link.

https://rivaluta.istat.it/

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