Con l’introduzione di nuove procedure, come ad esempio la negoziazione assistita, che consente di separarsi senza neppure andare in Tribunale, oggi la separazione si può concludere velocemente con una importante riduzione sia dei tempi che dei costi.

Tuttavia ciò non deve portare a sottovalutare l’importanza di un passo che, non solo ha implicazioni nella vita presente, ma che ne avrà anche di più dopo la separazione stessa.
Mi capita spesso di trovare coniugi intimoriti dall’idea di affrontare una separazione, sia per gli aspetti economici che per quelli relazionali, alcune volte si teme la reazione dell’altro.

Altre volte si decide di accettare delle condizioni sfavorevoli pur di porre fine immediatamente alla relazione e agli incresciosi stati d’animo del momento, ritrovandosi poi negli anni ad affrontare situazioni ben peggiori a causa di una mala gestio della separazione.
Ecco perché è fondamentale farsi accompagnare da chi professionalmente e lucidamente è in grado di definire un accordo che rispetti tutti gli interessi e le aspirazioni in gioco.

La separazione è un passo ed un atto molto importante, che produrrà effetti significativi per tutto il nucleo familiare, figli compresi, e che non può e non deve essere un salto nel vuoto.

Una buona gestione della situazione nella fase critica del rapporto coniugale, è fondamentale per affrontare la separazione più serenamente nel presente ma soprattutto nel futuro della “nuova famiglia”.

Hai bisogno di una consulenza?

Contatta telefonicamente l’Avvocato Manuela Orgiu oppure prosegui sotto nella lettura dell’articolo
 340.3047437
O clicca qui per inviare un messaggio su Whatsapp
Possibilità di accedere al Gratuito Patrocinio. Fissa un appuntamento in studio o richiedi una consulenza online

Chiama adesso!

Perché consensuale è meglio?

La separazione consensuale consente ai coniugi che abbiano deciso di porre fine alla loro relazione coniugale, di farlo con tempi e costi decisamente ridotti rispetto alla procedura giudiziale.

Aspetto fondamentale è che sono i coniugi stessi a decidere per la propria vita, per la propria casa e per i propri figli.
Perché possa procedersi con la separazione consensuale è però necessario che i coniugi siano prima di tutto in accordo rispetto alla volontà di separarsi. La separazione consensuale non è infatti possibile in mancanza di un accordo tra i coniugi.

Il primo passo da fare è quello di predisporre un accordo che regoli sia i rapporti personali che quelli patrimoniali dei coniugi.

Non esiste un vestito per tutte le stagioni, in questa fase è molto importante che i coniugi vengano affiancati e guidati dal professionista esperto nella materia di famiglia, capace di ascoltare e comprendere le esigenze della coppia. Focalizzarsi sul caso specifico è fondamentale per formalizzare il miglior accordo possibile, sia rispetto alle specifiche necessità dei coniugi, che degli eventuali figli della coppia.

Cosa è l’omologazione dell’accordo di separazione?

Raggiunto un accordo rispetto agli aspetti cruciali della separazione stessa (divisione dei beni in comunione, affidamento dei figli, assegnazione della casa coniugale, eventuale assegno di mantenimento e suo ammontare), è necessario affinché questo produca effetti giuridici, che l’accordo venga omologato dal Tribunale.

L’omologazione è un atto di controllo da parte del Tribunale che interviene per verificare se l’accordo raggiunto dai coniugi sia o meno conforme alla legge.
Se l’accordo dovesse risultare illegittimo, (può accadere nell’ipotesi in cui l’accordo raggiunto sia contrario all’interesse dei figli) il Tribunale può:

  • Rifiutare l’omologazione e trasmettere gli atti al giudice istruttore, trasformando quindi la separazione in giudiziale;
  • Suggerire alle parti quali modifiche si rendono necessarie affinché l’accordo possa essere omologato.

Anche per queste ragione è fondamentale che le parti si avvalgano dell’aiuto di un professionista, preparato a guidarli nel raggiungimento di un accordo che sia rispettoso dei principi di legge, così da scongiurare l’ipotesi di un rifiuto all’omologazione da parte del Tribunale.

Se l’accordo è conforme ai dettami della legge, il Tribunale emetterà il decreto di omologazione che avrà quindi efficacia esecutiva. Ovvero la separazione produrrà effetti secondo gli accordi raggiunti dai coniugi.

Se mi riconcilio dopo la separazione?

Non è infrequente che nonostante l’avvio della pratica di separazione, o anche dopo averla formalizzata davanti al Tribunale, i coniugi decidano di riconciliarsi riprendendo la convivenza e ristabilendo il rapporto coniugale.
In queste ipotesi, sia che la separazione sia stata consensuale sia che invece sia stata giudiziale, l’effetto della riconciliazione è quello di porre nel nulla la separazione stessa.
In poche parole dopo la separazione, per “ricomporre” l’unione coniugale non sarà necessario nessun atto formale ma si dovrà solo riprendere la convivenza e il proprio rapporto di marito e moglie come se nulla sia stato fatto.
Ovviamente parliamo di separazione personale dei coniugi, diverso sarebbe nell’ipotesi di divorzio.

Posso modificare l’accordo di separazione consensuale?

L’accordo di separazione consensuale può essere modificato anche dopo l’omologazione da parte del Tribunale.
Ottenere una modifica delle condizioni della separazione sarà possibile soltanto qualora siano sopravvenute nuove circostanze, che ne giustifichino e ne rendano necessaria la modifica.
Caso più frequente è quello della richiesta di aumento e/o diminuzione dell’assegno di mantenimento, possibile nella ipotesi di cambiamento delle condizioni economiche delle parti.

Hai bisogno di una consulenza?

Contatta telefonicamente l’Avvocato Manuela Orgiu.
 340.3047437
O clicca qui per inviare un messaggio su Whatsapp
Possibilità di accedere al Gratuito Patrocinio per coloro che non possono sostenere le spese di un giudizio. Fissa un appuntamento in studio o richiedi una consulenza online

Chiama adesso!