In fase di separazione e divorzio i coniugi possono trasferirsi la proprietà sia della casa coniugale che di altri beni immobili in loro possesso.
Sono da ritenersi pienamente valide le clausole inserite nell’atto di separazione e/o divorzio, finalizzate a riconoscere la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili ma anche quelle che ne trasferiscono la proprietà all’altro coniuge al fine di assicurarne il mantenimento.
Nella pratica si è soliti trasferire, o meglio impegnarsi a trasferire, l’automobile in uso alla famiglia, ma anche prevedere la cessione della propria quota di proprietà dell’immobile coniugale al fine di escludere o rideterminare il contributo dovuto a titolo di mantenimento.
Il vantaggio di prevedere questo tipo di concessioni riguardanti il trasferimento di diritti di proprietà ma anche di altri diritti reali, soprattutto sugli immobili, è notevole.

Tutti i predetti trasferimenti sono infatti assolutamente esenti da qualsiasi imposta.

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La legge prevede infatti una totale esenzione fiscale per tutti quei trasferimenti attuati dai coniugi in fase di separazione o divorzio, che trovano la loro causa proprio nella separazione o nel divorzio, in quanto diretti a regolare i rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Quindi anche un atto di trasferimento immobiliare rientra nell’agevolazione di cui all’art.10 Legge 74/1987. Agevolazione estesa anche ai procedimenti di separazione personale dei coniugi dalla Circolare della agenzia delle Entrate n.18/E del 2013.

L’atto di trasferimento sarà quindi esente da imposta di registro, imposta ipotecaria, imposta catastale e tassa di archivio. Restano dovuti esclusivamente i soli onorari notarili e gli oneri previdenziali, oltre alle spese di istruttoria.

Ciò rappresenta per i coniugi un notevole vantaggio economico, soprattutto in un momento in cui la crisi familiare incide significativamente sugli assetti finanziari della disciolta famiglia.

L’esenzione è applicabile anche nella ipotesi in cui l’accordo preveda trasferimenti in favore dei figli. In tal senso si è espressa sia la Corte Costituzionale che l’Agenzia delle Entrate.

Attenzione però perché affinché possa ottenersi la predetta esenzione è necessario che nel testo dell’accordo omologato dal Tribunale, venga previsto esplicitamente che l’accordo patrimoniale a beneficio dei figli, contenuto nello stesso, sia elemento funzionale ed indispensabile per la risoluzione della crisi coniugale.

Da ultimo la Corte di Cassazione ha precisato che la vendita di un immobile a terzi, prima del compimento del quinquennio, in adempimento degli obblighi derivanti da un accordo di separazione, non comporta la decadenza dalle agevolazioni sulla prima casa.

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